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“DANNAZIONE”

Written by Arianni on. Posted in Libri

“Mi sente, Satana? Sono io, Madison. Sono appena arrivata qui, all’inferno, però non è colpa mia, se non forse perché sono morta per un’overdose di marijuana. Forse all’inferno ci sono finita perché sono grassa, ma proprio grassa come una scrofa. Se si può andare all’inferno per il peccato di scarsa autostima, allora sono qui per quello. Vorrei tanto poterle dire una balla, e che sono pelle e ossa e con i capelli biondi e due tette così. Però mi creda: se sono grassa, ho le mie buone ragioni.Innanzitutto mi presento.” È estremamente interessante scoprire le prime parole, le prime frasi, che un autore decide di scrivere nel suo libro. Nel caso di “Dannazione”, l’incipit rivela immediatamente di che pasta è fatta l’immaginazione di Chuck Palahniuk di cui salutiamo il ritorno. Un autore che ci aveva esaltato con romanzi come Diary, Rabbia, Survivor – per non citare l’immortale Fight Club – e che ci aveva un po’ depresso e un po’ fatto arrabbiare con le sue ultime uscite, ed in particolare Pigmeo e Senza veli. L’approdo in libreria di “Dannazione” interrompe l’inquietante involuzione dell’autore statunitense e regala ai suoi innumerevoli lettori una ulteriore prova della sua genialità. Madison è una ragazzina di tredici anni che, dopo un’ overdose di marijuana si ritrova rinchiusa in una cella all’inferno. Qui fa la conoscenza di alcuni suoi coetanei assai bizzarri e, insieme, decidono di evadere dalle loro rispettive prigioni per addentrarsi nei territori infernali. Incontrano demoni, personaggi storici e famosi, finiscono a lavorare in un call center dove è d’obbligo chiamare le persone viventi durante l’orario di cena e tempestarle di domande. Lo scopo di Madison, però, è quello di incontrare Satana e, proprio per questo motivo, inizia a compiere eroiche gesta per attirarsi addosso le attenzioni dell’angelo delle tenebre. Chuck Palahniuk è un autore cult in grado di sovvertire il mondo della letteratura offrendo romanzi del tutto fuori dagli schemi, linguaggi non sempre consoni a quelle che possono essere definite le buone maniere, personaggi assolutamente eccezionali che ognuno di noi vorrebbe fossero reali e performance che vanno al di là di ogni aspettativa. Basti pensare ad esempio al modo con cui Chuck Palahniuk ha presentato proprio in questi giorni il suo romanzo alla Great Hall della Cooper Union di New York, luogo, è giusto ricordarlo, dove parlano spesso molte autorità compreso anche il presidente degli Stati Uniti d’America. Chuck Palahniuk ha infatti lanciato dolcetti, caramelle e cioccolato al pubblico ma anche cervelli gonfiabili mettendo in scena una piccola sfida. Chi riusciva infatti a far scoppiare il cervello per primo si aggiudicava la vittoria di una meravigliosa selezione di libri. Questo libro  parla la lingua di un qualche mondo possibile (concreto-reale-eccessivo), di angoli possibili, neppure troppo remoti, di questo mondo. L’inferno è una realtà in una rappresentazione gotico-infantile che si fa apprezzare per elementi goliardici, burleschi; un carnevale pieno di colori, a tinte di sangue e di sesso, il tutto attraversato da un fremito di fondo e una domanda: se tutto è concesso, sei libero? Sulla tavolozza forse c’é poco di nuovo, ma qualcosa di didattico, quello c’é sempre. Nota addizionale, a margine: il Principe delle Menzogne esiste, pur nel meno tradizionale degli inferni possibili. Se vogliamo farci qualche domanda sul titolo, più che “Dannazione” per Madison, nel dubbio ontologico definitivo sul libero arbitrio, si  potrebbe dire “Redenzione”. Per tutti? …E poi allora a chi tocca la “Dannazione”? Questa risposta Palahniuk la dà, eccome…. Finito il libro, dopo descrizioni-visioni-rappresentazioni, l’unica risposta che non si ha, o si ha incompleta, mutila e  grottescamente feroce, è quella alla domanda d’esordio: qual é il vero inferno?….

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Arianni

Anima nobile e sognatrice, ma sa pungere quando è il momento! Nelle categorie EventyYeah,VeryYummy e VeryAlright potete trovare le sue dettagliate recensioni

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